Quando la primavera portava le rondini e i gelati Tanara
Torna a scrivere per la GDC la nostra amica Roberta Scaffardi, e ci regala un ricordo di quando la primavera, per i bambini di un piccolo paese come Varano Marchesi, significava soprattutto due cose: il vestito nuovo della festa e il ritorno del gelato Tanara da Scaffardi!
C’era una volta, tanto tempo fa, in un piccolo paese della collina parmense una timida e cicciottella bambina che aspettava con trepidazione l’arrivo della primavera per due motivi: l’arrivo del gelato e il nuovo vestito della festa. A quei tempi San Giuseppe, la festa del papà, era una giornata festiva e… all’Osteria della Pelta arrivava il gelato Tanara! Eh sì, in quei tempi lontani non si mangiava il gelato durante l’inverno per cui l’osteria non ne teneva, né confezionati, né “sciolti”. La stagione gelato si apriva ufficialmente il 19 marzo ed esclusivamente con i gelati confezionati, quelli sciolti arrivavano un paio di mesi dopo: una palla 50 lire, due 100 lire. C’era il Moretto, il cornetto con la panna, la coppetta panna e cioccolato – per i bambini che è piccola -, il Concertino ricoperto di granella, il ghiacciolo a tre colori, e il Su e giù, chi se lo ricorda? E poi il gelato col biscotto, il Paciugo con una ciliegina e la meringa e d’estate il gelato alla banana, buonissimo e quasi impossibile da trovare integro sullo stecco.
Il giorno di Pasqua poi, si sfoggiava il “vestito della festa” che avremmo portato per tutta l’estate alla domenica per andare a Messa o per eventi importanti. Andavi al mercato, niente negozi per carità, e la mamma o la nonna sceglievano per noi i vestiti e le scarpe, sempre un po’ abbondanti “…che poi cresci!” e leggeri “…che poi viene caldo”. C’era sempre una giacca o un golfino compreso nell’outfit nuovo, ma quante Messe di Pasqua e Pasquetta passate tremando dal freddo… nessuno avrebbe rinunciato al nuovo abito “della festa” né tantomeno lo avrebbe coperto con la giacca invernale. Una sfilata di moda vera e propria l’uscita da Messa: nel cortile della chiesa ci si fermava per farsi gli auguri e analizzare i vestiti delle altre con i commenti, non sempre amichevoli, sussurrati all’orecchio dell’amica. Ma era cinquant’anni fa…
Roberta Scaffardi

Le origini dei gelati Tanara risalgono al 27 febbraio 1952, quando Giuseppe Tanara, affiancato dal figlio Giovanni, ampliando le attività della bottiglieria di famiglia creata dal nonno Bonfiglio Tanara, fonda a Parma un’azienda per la produzione di gelati, denominata Tanara s.r.l., insieme a esponenti delle famiglie Marchi e Barilla. Nel giugno 1964 viene inaugurato il nuovo stabilimento di Parma. Acquisita nel 1967 dalla multinazionale statunitense WR Grace, aumenta mediante nuove acquisizioni la sua produzione, tanto che lo stabilimento di Parma si rivela insufficiente a mantenere i ritmi di fabbricazione; viene allora costruito un nuovo sito industriale a Benevento. Nel 1975 Tanara viene rilevata da SME (Gruppo IRI), la quale acquista anche Alemagna e cambia la ragione sociale di Italgel. Nello stesso anno, SME decide di gestire Motta (già controllata dal 1968) e Alemagna sotto un’unica società, la Unidal. L’operazione di fusione delle due celebri aziende dolciarie milanesi si rileva però fallimentare, e già nel 1977 Unidal, a causa delle ingenti perdite di bilancio riportate, viene posta in liquidazione; SME è costretta a dividere i settori di attività dell’azienda: quelle dolciarie e da forno Motta e Alemagna diventano Sidalm, con il relativo stabilimento di Cornaredo (Milano), mentre le attività nel ramo del freddo dei due marchi (Gelati Motta e Gelati Alemagna) vengono conferite in Italgel (ridivenuta autonoma e controllata direttamente da SME) con i relativi siti produttivi di Parma e Ferentino (Frosinone). Nel 1993 Italgel viene privatizzata tramite un’asta pubblica vinta da Nestlé SA al costo di 437 miliardi di lire: la società diventa quindi Nestlé Italiana S.p.A. Nel 2016 Nestlé decide di scorporare le sue attività internazionali nel comparto gelati in una joint venture con il gruppo inglese R&R denominata Froneri Ltd, società nella quale entrambi i gruppi detengono ciascuno il 50% del capitale. Nel 2017 Froneri decide di chiudere lo storico stabilimento di Parma per trasferire tutta la produzione dei gelati nell’altro sito produttivo italiano di Ferentino. (da Wikipedia)
