San Valentino, benvenuti in cantina!
Oggi voglio invitarvi a una serata davvero speciale ma… non è per voi se non vi piacciono le sorprese, i fiori, la luce delle candele, la musica romantica! Se invece siete curiosi, seguitemi in questo viaggio! Sarà una serata in cui vedere, assaggiare, udire, assaporare, toccare, guardare, ascoltare AMORE in ogni sua forma. Vi chiedo di fidarvi di me, seguitemi!
Scenderemo in cantina, (nessun nostro cliente c’è mai stato prima!)… per vedere, toccare, odorare, assaporare cibi che ci hanno atteso per mesi. Potrete scegliere vini di uve vissute senza veleni e senza inganni che riposano pazienti. Vi voglio mostrare cos’è un Cappelletto fatto dalle mani di una nonna che ne ha fatti milioni. Che ha lavorato la sfoglia con dedizione come se fosse seta, e che ha posato su di essa un ripieno per cui i casari qui vicino hanno fatto il formaggio da tre lunghi anni. Vi voglio far sentire com’è il sapore della carne di un animale vissuto nei campi, tra i boschi, sulle colline qui vicino, allevato e nutrito con il cuore da gente speciale. Voglio farvi sentire cosa diventa quella carne, come si scioglie in bocca quando la cuoci religiosamente per tantissime ore, piano, piano, per non rovinarla. Voglio farvi assaporare cosa succede quando le mani di una pasticcera appassionata impastano una frolla, e quando prepara la crema, che si addensa lentamente sul fuoco dolce, perché sa che solo così la sua torta sarà deliziosa e fragrante.
Qui da Anna, prometto, il mondo per una sera non entrerà, e vi prego… spegnete i telefoni per un momento… avete il vostro Amore da guardare negli occhi. Avete i vostri sensi da saziare: sentite ascoltando, guardate vedendo, toccate, mordete, assaporate e annusate. Stasera vi chiedo di sentire la differenza fra quando amore non ce n’è e quando, come qui stasera, è ovunque, è tutto intorno, vi guarda, è dentro il vostro piatto e nel vostro bicchiere, è sui muri che abbiamo dipinto, nei fiori che abbiamo comprato, nella musica che abbiamo scelto. È in ogni forma e in ogni sostanza, e aspetta solo di essere riconosciuto. Vi aspetto. Sabina

La ricetta: Il Sacrao
Al sacrao l’é un piât ‘d influénza tódèsca e tradizionäl in t’la cusén’na pramzâna e piasinten’na: al gust, tant c’me al nòm, al voól imitèr i “sauerkraut” ch’i todèsc i magnón tant ed lóntéra insèmà ai loór salamén bojù, i “würstel”. Al sacrao a Pärma al s’magna quäsi sémpór col cotghén, mo anca con dil cótghi, con di pè, con di còvén, con di musètt o dj orèćì; un pò a la manéra di milanés con la “cassœula”, c’la gha parò un gust diférént bombén. Par fär dal sacrao a g’vól ‘na vérza su par sò da’n kilo, ‘na sigòlà, un bićér d’asèj, un cućèr ed conćentrè’d tomâca, méz cućèr ed sucar, sócuanti bâchi ‘d znévór, dò polèsì d’aj e broòd e butér par n’färoól miga sughär intant cal coza par tri quärt d’ora. Al cotghén –o col ca ghe da mètròg– al s’pol fär cósar da lù o insèmà al sacrao. (da Wikipedia)
