La notte di San Giovanni: tortelli, rugiada e vecchie magie
Ricordate il sondaggio di qualche tempo fa? Bene, ha vinto il termine “anolino”, quindi la gazzetta cambia nome!
Ma parliamo di San Giovanni…
C’erano una volta notti che non si guardavano dall’orologio, ma dal cielo. Nelle campagne, la notte di San Giovanni era un piccolo confine magico: tra il raccolto e una nuova stagione, tra il vecchio e ciò che doveva ancora arrivare. La terra doveva essere purificata dalla rugiada e la gente dei campi, con la sapienza di chi viveva a stretto contatto con la natura, cercava nei segni della notte qualche indizio sul futuro.
Per esempio osservavano le lucciole: se volavano basse, sfiorando fossi e campi, si preparava un’estate calda e assetata; se invece salivano leggere verso i rami e le siepi, allora la pioggia avrebbe accompagnato la stagione.
E poi c’erano le dodici fette di cipolla lasciate all’aperto, una per ogni mese dell’anno: al mattino quelle più cariche di rugiada indicavano i mesi più generosi d’acqua. Nella notte di San Giovanni c’era spazio anche per piccoli riti domestici: il rezdor, armato di aglio e coraggio, girava tra stanze, cantina, solaio, stalla e pollaio per cacciare folletti e spiriti dispettosi nascosti negli angoli più bui della casa, quelli in cui la benedizione di Pasqua non era arrivata.
Tradizioni leggere e preziose come la schiuma del Lambrusco, che scorreva nei bicchieri dalla sera fino alle prime luci del mattino. Anna ce ne racconta una che è sopravvissuta fino a pochi anni fa: la mattina di San Giovanni, mentre ancora era buio, si andava nei campi ad aspettare l’alba e si faceva colazione con pane, formaggio e salame. Si prendeva la rugiada e si gridava «viva San Zvan!» per salutare la notte più corta dell’anno. Non abbiamo trovato fonti scritte precise, ma ci piacerebbe sapere chi tra i nostri lettori la ricorda: scriveteci!
E se avete un ricordo o una tradizione tramandata in famiglia, raccontatecela, le trattorie servono anche a questo: a tenere calde le storie, non solo i piatti…
Ecco il nostro menu:
Antipasto con torta fritta e Prosciutto di Parma Leporati 30 mesi
Coppa Piacentina Giordano
Salame artigianale
Giardiniera fatta in casa
Torte rustiche alle erbe di San Giovanni
I protagonisti della serata: Tortelli d’erbette a volontà!
“… annegati nel burro asciugati con il parmigiano”…
Arrosto di maialino nero a lunghissima cottura
Misticanza con erbe e fiori di San Giovanni
“Ratatulia” di verdure e cipolline caramellate
Il dolce di Martina al nocino e noci
Acqua, caffè e… il Nocino Speciale fatto con le noci raccolte all’alba il giorno di San Giovanni del 2025
Euro 48.00 a persona, vini esclusi
Ancora pochissimi tavoli disponibili, clicca qui e prenota ORA!

