Gingén: un cappelletto tutto nuovo
È arrivato ottobre e il menu di Anna si veste di colori autunnali: è già il momento del maiale, delle cotiche con i fagioli, del cinghiale con la polenta fumante, e visto che i porcini ormai scarseggiano ci consoliamo con cotechini e purè di patate. Ma la novità di questo periodo è un nuovo cappelletto, che va ad aggiungersi a quelli tradizionali. Dovete sapere che uno dei nostri piatti preferiti in assoluto è la faraona, e che negli anni l’abbiamo preparata in mille modi, arrosto, ripiena, al cartoccio, nella terracotta, avvolta nella pasta del pane, al limone, ai funghi, con le erbe, persino con le ciliegie o le albicocche… insomma, in ogni modo la si prepari, la faraona ci piace sempre.

Ci piace così tanto che un bel giorno abbiamo deciso di metterla… in un cappelletto! L’abbiamo cotta pian piano in padella per molte ore insieme a verdurine fresche e sfumata con la malvasia. Poi, con infinita pazienza l’abbiamo disossata e tritata. A quel punto l’abbiamo assaggiata ed era perfetta, non aveva bisogno di niente! La raffinata polpa della faraona è diventata il ripieno dei cappelletti che non sono cappelletti, ovvero i Gingèn, dal nome in dialetto parmigiano di questo uccello esotico detto anche “gallina d’India”. Abbiamo deciso di condire questo cappelletto non cappelletto con un sughetto di porcini, che ci ricorda quello della faraona in padella con i funghi. Una curiosità: assaggiando le varie versioni, prima di trovare quella definitiva che oggi trovate sul nostro menu, ci siamo accorte che questo piatto è assolutamente nemico del Parmigiano: ne basta pochissimo per cancellare il gusto prelibato della carne, e quindi lo sconsigliamo.
Speriamo che lo assaggerete e lo apprezzerete, perché a noi piace tanto! Ci farà molto piacere sapere che cosa ne pensate!
