Al nàdor (l’anatra arrosto)

Da fonti ben informate abbiamo saputo che stamattina, domenica 14 agosto, Anna ha deciso di mettere in forno due bei Nàdor. Due e basta, perché “il Nàdor è buono fatto e mangiato, con la pelle bella croccante, mai riscaldato!” (Cit.) Dovreste sentire il profumo che c’è in cucina quando lo toglie dal forno! Ci dicono che sarà pronto verso le 13, minuto più, minuto meno. Sarà servito con le patate cotte insieme nel suo sughetto. Ce ne sarà solo per otto persone, e dopo basta. Se te lo sei perso lo puoi prenotare per la prossima volta, minimo un Nàdor.
Il primo numero della Gazzetta del Cappelletto non poteva che contenere questa ricetta: i mitici Cappelletti della Trattoria da Anna! Fatti allo stesso modo da quattro generazioni, da quando nostro nonno Luigino Botti aprì la prima Osteria. Ingredienti per 4 persone (120 cappelletti) Per la sfoglia: uova 5, Farina 00 500g Per il ripieno: 300g di Parmigiano eccellente così suddiviso: 24 mesi la maggioranza 30 mesi poco 36 mesi pochissimo Pane bianco raffermo (micca) 100g Uova 1 Noi non ci mettiamo la noce moscata perché all’Anna non piace, ma se volete ne potete mettere un pizzico. Brodo di carne buono e ristretto 2 litri (un po’ per il ripieno e un po’ per cuocere i cappelletti). Procedimento: grattugiare il Parmigiano, grattugiare il pane. Far bollire un po’ di brodo e aggiungerlo al pane grattugiato. Aggiungere il parmigiano, le uova e impastare. Assaggiare. Di solito a questo punto tutti i presenti, anche quelli che passavano per caso, assaggiano, e ognuno dice la sua. “ancora un po’ di 24 mesi, dice uno. No, di 30 ma poco poco, dice l’altro. Sento il pane, dice una, no, buono da matti, dice l’altra. Quando tutti sono d’accordo che va bene (da noi è sempre Martina che ha l’ultima parola) si può cominciare a fare i cappelletti. Come? ve lo racconto nel prossimo numero!  
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